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Mar

Business dress code: vestirsi al lavoro

Da consulente d’immagine, sono preoccupata che questa pausa casalinga faccia dimenticare come ci si approccia, anche a livello di look, con il prossimo. Anche se il proverbio sostiene che “l’abito non fa il monaco”, questo non è del tutto vero. Certo, la sostanza è importantissima, ma che ci piaccia o no, la prima occhiata è importante, e alla prima occhiata si vedono i nostri abiti, il nostro make up ed il nostro portamento. Trovo quindi che sia fondamentale conoscere la “dress code policy”, ovvero quell’insieme di regole che disciplinano l’abbigliamento in occasioni formali, ovvero durante le cerimonie e sul luogo di lavoro.

Del dress code da cerimonia vi ho parlato tempo fa (
http://elisagili.com/2019/02/dress-code-cerimonie/ ); vado ad elencarvi, per tanto, quelle che riguardano il mondo professionale.

MONDO BUSINESS

Spesso le multinazionali o le grandi aziende consegnano, al momento del contratto, un documento con la dress code policy, in modo che il dipendente sia a conoscenza di ciò che la proprietà richiede in fatto di look. Questo perché è necessario che sul posto di lavoro traspaia la personalità dell’azienda e non del singolo, con lo scopo di perseguire la mission aziendale.

A livello internazionale, il blu è il colore associato al mondo professionale: meno austero del nero, con più personalità del grigio, è simbolo di autorevolezza e serietà. Per questo è indispensabile, per coloro che lavorano in ufficio, possedere almeno un tailleur di questo colore, da poter abbinare con la classica camicia bianca o azzurra a bastonetto (se proprio non vogliamo sbagliare), oppure con una t-shirt basic, per un tocco più moderno. Per sentirvi “corazzate” nel mondo manageriale, potete optare per tagli maschili, oggi di grande tendenza. Un altro must have è il tubino nero: se siete soggette a trasferte di lavoro, portate con voi un little black dress e sarete salve dal mattino alla sera senza dover riempire la valigia. Un filo di perle e una decolletè per l’appuntamento di lavoro, una cristal clutch, un sandalo gioiello e collier per la sera.

Completi gonna o pantalone, indispensabili per la professione manageriale

Alternative possono essere la pencil skirt nera abbinata ad una camicia in raso di seta oppure il pantalone di taglio maschile non abbinato alla giacca, portato con un maglioncino di lana leggera o cotone (a seconda della stagione), il completo tricot per la stagione invernale (solitamente composto da una maglia oversize e da un pantalone morbido), o l’abito chemisier. Mi raccomando i colori, non uscite dal tracciato blu-grigio-nero.

Un tubino dal taglio formale o uno chemisier, sono valide alternative al look mannish

Uno sguardo particolare agli accessori: molto più dei vestiti, sono loro che dichiarano la nostra personalità.

Le scarpe formali

La scarpa d’ordinanza è la decolletè: scegliete un modello che vi faccia sentire a vostro agio e camminare con naturalezza (è inutile svettare su 10 centimetri di tacco se poi camminerete in maniera insicura). Le alternative sono tante, dai kitten e block heels di 4 centimetri, agli stiletto 12. Scegliete ciò che vi fa stare bene. Inoltre, le scarpe da lavoro devono essere chiuse e sempre indossate con i collant (nude 15 denari per la primavera, 40 denari nero per l’autunno, 80 denari per l’inverno). Se proprio non riuscite ad indossare i tacchi, optate per una brogue allacciata.

Gioielli e trucco

Sul luogo di lavoro è bene indossare un make up luminoso ma naturale, senza eccedere con ombretti colorati o rossetti color fuoco (nel capitolo make up inserisco anche il profumo, indossatelo ma senza che vi sentano arrivare da lontano). Idem per i gioielli, che dovranno essere perle o crystal.

ALTRE PROFESSIONI

Solitamente, al di fuori degli uffici, non esiste una vera e propria dress code policy, soprattutto per quanto riguarda le professioni creative. Questo non vuol dire che ci si debba vestire come si vuole, esistono regole “non scritte”, prima fra tutte quella del buon gusto, che disciplinano tutti gli ambienti lavorativi. Se ad esempio lavorate in campo artistico, potete dare libero sfogo alla vostra creatività utilizzando accessori particolari, come bijoux fatti da voi o borse di fattura artigianale, ma ricordatevi che “artista” non è sinonimo di sciatto (non siamo più all’epoca dei pittori impressionisti…). Se invece siete insegnanti o lavorate in un campo più “intellettuale”, l’ispirazione dei caffè letterari parigini può venire in vostro aiuto: una gonna a pieghe abbinata ad un piccolo cardigan, per completare il look aggiungete un basco e una borsa postina, mantenendovi sui toni neutri.

La dress policy non sempre è scritta, alle volte è semplicemente disciplinata dal buon gusto

E PER FINIRE…

Una delle regole non scritte, è senza dubbio quella che riguarda l’intimo: è indispensabile, per mantenere alta la considerazione che i colleghi e la proprietà hanno di voi, che l’intimo non sia mai a vista e che non si veda sotto i vestiti. Sarebbe una caduta di stile davvero imperdonabile.

La formula ideale sarebbe condividere anche a livello di dress code la politica aziendale, ma purtroppo non ci è sempre possibile… affidarti ad una professionista per trovare “la tua interpretazione” del dress code aziendale ti potrà aiutare per il reinserimento nel mondo del lavoro dopo questo periodo di stallo… se ti fa piacere, ti aspetto nei contatti.

Fonte: Pinterest

Elisa Gili