21
Dic

V come… Velluto

“Nessun materiale valorizza l’incarnato come il velluto. Una rifinitura o un collo di velluto possono cambiare del tutto l’aspetto di un abito.” Così si esprimeva Christian Dior nel suo Piccolo dizionario della moda datato 1954.

Giunge anche lui, come la maggior parte dei tessuti pregiati, dall’estremo oriente seppur ci siano notizie discordanti in merito: chi dice che sia nato nella zona del Kashmir, chi in Asia centrale tra Iran ed Iraq. In entrambi i casi però le notizie risalgono al XIII sec. Nel secolo successivo giunse in Europa, e precisamente in due città italiane, che avevano stretti contatti con le terre arabe: Palermo e Venezia, che ben presto diventarono le maggiori produttrici di velluto in tutto il bacino del Mediterraneo. Successivamente il successo del tessuto, fece letteralmente impazzire anche le future repubbliche marinare Genova, Pisa e Amalfi, i cui signori facevano a gara per acconciare sé e le proprie dimore con i velluti migliori. E’ proprio in questo periodo che nascono diverse lavorazioni, come i velluti cesellati (decorati con scene d’ispirazione orientale) e i velluti ferronerries (decorati con disegni in stile gotico).

Nel Rinascimento il velluto trova la sua affermazione grazie all’abbinamento con i broccati e i tocchi dorati. Successivamente, nel Settecento, i centri di produzione si spostano in Francia: non c’è nobile francese dell’epoca, primi fra tutti i sovrani Luigi XIV e Luigi XV, che non sia stato ritratto in sontuosi abiti di velluto.

I fasti di questo pregiato tessuto si concludono quando il duca genovese Visconti di Modrone, a fine ‘800, inventa il velluto a coste, considerato per la sua resistenza quello meno nobile fra tutte le varietà.

Non so voi, ma quando indosso un capo in velluto (e ultimamente succede molto spesso visto che si tratta di uno dei trend 2019), mi sento subito una regina e più bella. Sarà perché da sempre il velluto è il tessuto regale per eccellenza (insieme alla seta… figuriamoci quando si tratta di velluto di seta), sarà perché la sua morbidezza ed il suo calore sprigionano innata sensualità, ma è così. Il velluto fa stare meglio. Anche l’aggettivo, vellutato, descrive qualcosa di sublime, no?

Si avvicinano le feste e il velluto, assieme alla fantasia tartan, è l’ideale per i vostri outfit natalizi. Sceglietelo nelle varianti del rosso o verde per wrapped dress al ginocchio o gonne a ruota da indossare durante il pranzo di Natale (o la cena della Vigilia, scegliete voi); optate per il lungo o un completo maschile in nero, porpora o blu notte per il vostro Capodanno. E per riprendervi dalla folle nottata, il primo dell’anno avvolgetevi nell’abbraccio di una tuta in velluto, di un bel verde bosco rilassante. Il 2020 inizierà sicuramente meglio.

Ecco qui qualche ispirazione…

Fonte: Pinterest

Elisa Gili