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Dic

Q come… Quadretto Vichy

Amata e odiata. Chi la ritiene di gran classe, chi invece la definisce una tovaglia da pic-nic. La fantasia Vichy è un classico dai tempi della regina Elisabetta I, ma nonostante ciò continua a non convincere tutti.

Giunta in Europa durante il regno della figlia di Enrico VIII dalle colonie inglesi della Malesia, la fantasia Vichy era inizialmente rigata e prendeva il nome di “ghingham”, dal malesiano “riga”, appunto. L’attuale nome deriva dall’omonima città francese che nel XIX secolo ne divenne la principale produttrice: il tessuto divenne la stoffa più amata dalle dame dell’alta società francese, che iniziarono ad adottarla nei loro abiti per le loro passeggiate in campagna. Ecco l’origine dell’associazione “vichy/ pic-nic”.

La fantasia mutò il suo aspetto da rigato in micro quadretto quando fece il suo ingresso nell’arredamento: per un certo periodo le due varianti convissero, poi ebbe la meglio quella che conosciamo oggi. Visto l’enorme successo in Francia, divenne il principale antagonista del tartan scozzese e, allo stesso modo, le varianti sono tutt’oggi moltissime: sempre a base bianca, ma con quadretti a contrasto di diversi colori. Le più classiche rimangono il nero, il blu ed il rosso. L’unica differenza con il fratello d’oltre manica è che, se ogni fantasia tartan corrisponde ad un clan (come una sorta di blasone), le combinazioni dei colori del quadretto Vichy sono puramente estetiche.

Il quadretto Vichy raggiunge il periodo di massima fama negli anni ’50 del secolo scorso, quando le star hollywoodiane dell’epoca (e la solita Jackie Kennedy) lo indossarono nelle occasioni pubbliche e private, come ad esempio Brigitte Bardot: la splendida diva francese scelse un abitino Vichy bianco e rosa firmato Esterèl per il giorno del suo matrimonio con l’attore Jacque Charrier. Semplicemente favolosa.

Semplice nella lavorazione (si tratta infatti di una tela tinta in filo) e nel disegno, il quadretto Vichy emana innata eleganza e riesce a donare un certo allure nostalgico a qualsiasi look, anche ad un semplice jeans.

È adatto davvero per qualsiasi occasione: più rock nella versione maxi o colorato (magari in alternanza rosso/nero come nelle ultime collezioni di Dior), decisamente bon-ton nel bianco abbinato ai colori pastello, very cool in mix&match con il floreale. Può essere usato ad una cerimonia di giorno, ad un cocktail, per il lavoro abbinato ad un pantalone classico, e ovviamente per una domenica in campagna (immaginate una camicia Vichy annodata in vita ed un cappello di paglia… ed è subito Provance). Personalmente lo amo negli accessori, abbinato ad un outfit ton sur ton, cui conferisce un tocco optical. Ciò nonostante, consiglio di avere un paio di capi passe-partout (una camicia, una gonna o un pantalone scelti in base al proprio stile) nel guardaroba: come avete visto salva in ogni occasione.

Vi ho convinte o siete ancora della fazione quadretto Vichy= tovaglia da pic-nic?

Spero, anche questa volta, di avervi fatto passare qualche minuto piacevole in mia compagnia, e vi aspetto domani con la lettera R come…

Fonti: Pinterest

Elisa Gili